Linguaggio personale di Mirò

Passeggiata tra i quadri di Mirò le sue parole…

“Il mio studio è come un giardino con tanti fiori diversi e io sono il giardiniere”

“Fuggire da tutto ciò che è ripetitivo, banale banale e convenzionale creando così il proprio linguaggio universale e unico ”

“Prendi le cose ordinate e trasformale, la cosa banale diventerà meravigliosa”

“Dipingo i quadri come fossero dei tasti del pianoforte usando il bianco e nero”

Il vero lavoro è quando non lavoro .. la cosa per me importante è il lavoro senza lavorare quando passeggio, quando non faccio nulla, quando mangio e le idee mi vengono così s’infiammano nella mia testa e nel mio spirito. Questo è veramente importante”.

“Le forme germogliano e mutano, si interscambiano e così creano la realtà di un uni

verso di segni e di simboli”

 

Colori per Mirò

Rosso della passione

Blù dell’infinito

Nero delle forme e dei simboli

MIRó! Sogno e colore – a Palazzo Albergati 

Contesti interessanti

Educare è avere la capacità di creare contesti interessanti  in cui “il bambino possa maturare le proprie esperienze autonomamente, originalmente, individualmente, facendo valere le proprie specifiche curiosità, i propri ritmi, il proprio stile cognitivo. Utilizzando le proprie modalità esclusive di crescere e di vivere” Borghi, Guerra 2012

Piaget Arte

Nonostante siamo soliti pensare che l’Arte incominci con i primi segni che il bambino traccia sul foglio, di fatto essa prende l’avvio molto prima, allorché i sensi entrano per la prima volta in contatto con l’ambiente e il bambino reagisce a queste esperienze sensoriali. Toccare, vedere, sentire, manipolare, gustare, ascoltare sono altrettanti modi di percepire e reagire all’ambiente: essi formano l’essenziale sottofondo per la produzione di forme artistiche, sia che ci si trovi a livello del bambino che a livello dell’artista) Piaget 1953